Lo Screwjob di Montreal

 

9  Novembre 1997.

Sembra una data come le altre, ma per il wrestling non è cosi. Perché come molti di voi sapranno, oggi si celebra il decimo anniversario del famigerato episodio passato alla storia come Montreal Screwjob, una serie di intrighi e cospirazioni culminate in un incredibile raggiro, aventi come protagonisti il padrone della WWE Vince McMahon, e i due top wrestler della federazione, Shawn Michaels e Bret Hart. Le storie e le fantasiose ipotesi che hanno avvolto l’accaduto sono innumerevoli e vi hanno conferito un aura quasi leggendaria.

Solo in pochi sanno cosa è realmente successo; l’unica cosa certa è che in quella gelida notte di novembre Shawn Michaels fu incoronato nuovo campione mondiale, e che quella fu l’ultima apparizione di Hart in WWE.

Quello che leggerete su questo special, sarà un resoconto, per quanto dettagliato possibile, delle vicende che portarono al discusso finale di Survivor Series 1997.

Gli antefatti

Bret Hart debutta in WWE nel 1984 forte dell’esperienza maturata nella mitica Calgary Stampeade di suo padre, Stu Hart, patriarca di una delle famiglie maggiormente legate al wrestling; all’inizio della sua carriera Bret  diventa membro uno dei più vincenti tag team degli anni ’80, la Hart Foundation con al fianco Jim Nehidart, la Fuondation conquista due titoli di categoria. Nel 1991 Bret si dedica alle competizioni singole ottenendo un gran successo, il canadese diventa il più grande babyface (buono) della federazione, ponendosi come il primo vero erede di gente del calibro di Hulk Hogan, Randy Savage ed Ultimate Warrior,  da questo momento in poi vincerà due titoli intercontinentali a ben 5 titoli mondiali.

Dall’autunno del 1995 la WWE inizia a perdere la sua leadership mondiale all’interno del business, la World Championhip Wrestling  guidata dal miliardario Ted Turner in ambito economico, e da Eric Bischoff su quello creativo, crea uno show settimanale da opporre al Monday Night Raw di McMahon, è l’inizio della famosa Monday Night War che vedrà le due federazioni affrontarsi negli ascolti televisivi per più di cinque anni.

Proprio qualche mese  dopo inizia il primo scricchiolio nel rapporto tra Hart e la dirigenza; Bret deve perdere il suo titolo di campione WWE nel main event di Wrestlemania 12 in favore di Shawn Michaels nella particolare stipulazione dell’Iron man match (vince chi ottiene più cadute nell’arco di un’ora), lo sfidante è pronto per consacrarsi come stella di prima grandezza dopo diversi anni di carriera, Bret, dal canto suo non è incline ad essere sconfitto pulito nel ppv più importante dell’anno, oltre che lasciare lo status di top face a Michaels; alla fine i booker decideranno un finale particolare, ovvero il pareggio allo scadere dei 60 minuti, Bret è costretto a liberare il rivale dalla sua infallibile Sharp Shooter, in seguito il match viene fatto ripartire ad una sola caduta, e Shawn ottiene una vittoria “di fortuna”.

Anche per dispute contrattuali con la federazione Hart decide di assentarsi dalle scene per diversi mesi. 

Nel frattempo l’ascesa della WCW continua, dal giugno del 1996 il Monday Nitro di Bischoff e soci prenderà il sopravvento nella guerra degli ascolti, e per due anni sarà lo show di wrestling più seguito d’America.

Mentre a Stamford si progetta il ritorno di Hart, proprio la federazione rivale contatta il wrestler canadese proponendogli un’allettante offerta da 9 milioni di dollari. Bret però si dimostra leale verso la promotion che lo aveva lanciato nell’olimpo dei grandi wrestler, rifiuta l’offerta di Turner e accetta un contratto ventennale con la WWE; garantendosi dunque un futuro da dirigente dopo il suo ritiro.

Bret torna combattere a novembre, in occasione di Survivor Series, tutto sembra indicare il sereno proseguo del rapporto di lavoro, e che tutte le incomprensioni con McMahon saranno solo un ricordo, inutile dire che non sarà cosi.

I piani originari per Wrestlemania 13 prevedevano la rivincita del main event dello scorso anno, in questa occasione Hart avrebbe dovuto battere l’Heartbreak Kid; a conferma di ciò c’è la riconquista del titolo mondiale da parte di Michaels ad inzio del 1997. Hbk però si rifiuta di concedere il job ad Hart, reo di essersi dimostrato troppo indisponente per la sconfitta dell’anno precedente. I piani per lo Showcase of Immortal vengono stravolti, la dirigenza non può far altro che rendere vacante il titolo, giustificando tale azione con un infortunio del campione in carica. Bret vince il titolo, ma lo deterrà per un solo giorno per dar spazio alla rivalità tra Undertaker e Sycho Sid.

Oltre all’amarezza per il match sfumato, il canadese trova da ridire anche sul  turn heel che la federazione ha in serbo per lui, dopo qualche discussione Vince McMahon riesce a convincere Hart; dopo Wretlemania prende il via la storyline che vedrà opposti wrestler canadesi e americani, Bret interpreterà il ruolo di heel in America e quello di face nel resto del mondo.

La firma con la WCW

I rapporti tra Hart e la WWE non tendono a migliorare, in estate Hitman e Shawn Michels restano coinvolti in una rissa nel backstage, dove addirittura Hbk minaccia di lasciare la federazione. A Summerslam (3 agosto ’97) Bret vince il suo quinto titolo WWE, il mese successivo Vince McMahon gli comunica che a causa di alcuni problemi finanziari la federazione non è in grado di adempiere al suo oneroso contratto, e che conseguentemente dovrà accettare alcuni tagli al suo stipendio. Forse memore della sostanziosa offerta della WCW rifiutata l’anno precedente, Bret esprime il suo disappunto per il torto economico, e nei giorni seguenti inizia  a manifestare l’idea di abbandonare la federazione. McMahon non fa obiezioni, dice ad Hart che può cercare sistemazione altrove, anche se in tal caso avrebbe dovuto ovviamente perdere il titolo.

Il 5 ottobre Shawn Michaels sconfigge The Undertaker ed ottiene una shot al titolo WWE per Survivor Series, è la conferma che i wrestler dovranno ancora lavorare insieme sfruttando la rivalità tra le due stable, la Hart Foundation del canadese (con Owen Hart, British Bulldog e Jim Neidhart), e la Degeneration-X di Michaels (con Triple H e Chyna). In principio i due si dimostrano irremovibili, entrambi non vogliono lasciare il ring da sconfitti; Bret dice che una sua job a Montreal sarebbe stata del tutto insulsa, dopo tutto il lavoro per costruire la storyline tra Canada e U.S.A, Shawn d’altro canto sfrutta la sua grossa influenza nel backstage e soprattutto su McMahon stesso.

A fine ottobre la WCW offre ad Hart un contratto da 3 milioni di dollari, al contempo McMahon mette al corrente il canadese di un improvviso cambio di rotta, la federazione è pronta a pagargli quanto gli spetta.

Per Bret è il momento di scegliere, da un lato c’è la federazione che lo ha reso famoso, dove ha trascorso 14 anni indimenticabili, dall’altro c’è la nuova gigante dello sport entertaiment, dove il futuro è garantito. Hart non può fare a meno di notare come negli utlmi tempi la WWE non lo abbia sempre soddisfatto come in passato, non gli piace il suo character da heel , ed ancor meno vede di buon occhio la nuova gestione degli show televisivi, sempre più orientati su una fascia di ascolti più matura (la famosa era dell’Attitude)

Bret prende la fatidica decisione il 1 novembre; per tutta la giornata si susseguono le telefonate con Bischoff e McMahon, quest’ultimo garantisce  gradi piani per lui in caso decidesse di restare, The Hitman sarebbe stato il wrestler più rappresentativo della compagnia, ed inoltre sarebbe tornato ad interpretare il ruolo di face. Hart quanto g prende in considerazione le parole del suo principale, ma rimane deluso dai booking proposto, che lo avrebbe visto lontano dal giro titolato per diversi mesi. Nella nottata Bret accetta il contratto offerto dalla la World Championship Wrestling.

Verso Survivor Series

Il canadese si accorda per far iniziare il suo contratto a dicembre, in modo da presenziare a Survivor Series, ed inisite affinché la notizia sia mantenuta segreta.

I rapporti tra Hart e McMahon non degenerano, i due discutono su come e quando il titolo dovrà passare di mano. Hart ribadisce di non voler jobbare sul suolo canadese, né a Montreal il giorno del pay per view, né ad Ottawa  nel Raw del giorno dopo, adducendo a suo favore il controllo creativo presente nel suo contratto, una clausola che entrava in vigore negli ultimi trenta giorno di lavoro con la compagnia e che dava ad Hart un certo potere nelle decisioni riguardanti il suo personaggio; nonostante ciò Bret si offre disponibile a perdere in qualunque altro posto, e con qualunque altro wrestler.

Vince McMahon non si da pace, il suo più grane timore è che Hart si presenti a Nitro con la cintura di campione WWE, come già era capitato con la campionessa femminile Alundra Blayze due anni prima, ciò avrebbe definitivamente minato la credibilità della federazione; come se non bastasse McMahon non poteva fidarsi della parola data dalla WCW, in una guerra senza esclusione di colpi cosa avrebbe impedito a Bischoff di divulgare la notizia del suo nuovo acquisto?

La dirigenza WWE cerca di trovare una soluzione, in principio viene stabilito che Hart sarebbe uscito indenne da Montreal per poi perdere la cintura contro Shawn Michales il mese successivo, e quindi fare la sua ultima apparizione a Raw con un intervista indirizzata ai fan.

Sfortunatamente la notizia dell’ingaggio di Hart da parte della WCW inizia a trapelare su internet e in alcuni giornali; McMahon fa sapere a Bret che dovrà perdere il titolo entro il 10 novembre, il giorno successivo a Survivor Seires, onde evitare qualsiasi colpo basso dalla WCW.      

Nei giorni seguenti Hart e McMahon non giungono ad un accodo concreto, il proprietario della WWE è sempre più sfiduciato, decide di passare ad un metodo più drastico.

Qualche giorno prima del ppv McMahon organizza quello che sarebbe stato il finale del match tra Hitman e l’Heart Break Kid, in una riunione con lo stesso Michaels, Triple H , Gerald Brisco e con i suoi più fidati collaboratori. Hart avrebbe perso il titolo con l’inganno.

L’incontro    

In pochi immaginavano che quel giorno sarebbe stata scritta la pagina più controversa della storia del wrestling. Il Molson Centre di Montreal aveva fatto registrare il tutto esaurito per Survivor Seires, probabilmente parte del pubblico sapeva dell’imminente abbandono di Hart e ciò non aveva fatto altro che elevare l’interesse per l’attesissima rivincita tra lui e Michaels.

Prima dell’inizio del pay per view viene deciso che il main event  finirà per squalifica, Bret dunque, promette a McMahon di riconsegnare la cintura il giorno dopo a Raw. Hart e Michaels si riuniscono in camerino, e sotto i consigli di Pat Patterson, tenuto all’oscuro dello screwjob per la sua amicizia col canadese, preparano gli spot del loro incontro, l’ultimo di Bret in WWE.

Prima di far partire la contesa, i due avrebbero inscenato una lunga rissa intorno l’arena, fino a che   non sarebbero tornati nel ring per far partire il match, dopo una decina di minuti Bret avrebbe accidentalmente colpito l’arbitro Earl Hebner con un volo dal paletto. Michaels allora, avrebbe stupito gli spettatori  bloccando il rivale nella Sharp Shooter, Bret gli avrebbe reso la manovra  costringendo Hbk a cedere mentre l’arbitro era incosciente al tappeto. Bret avrebbe lasciato la presa, ed in un momento di distrazione Michaels lo avrebbe steso con la sua Sweet Chin Music; un altro arbitro sarebbe sopraggiunto per contare lo schieramento di Hart, ma British Bullog e Owen Hart sarebbero intervenuti a impedire la sconfitta di Bret , da quel momento in poi la contesa sarebbe proseguita per altri cinque minuti fino alla definitiva squalifica causata dalle interferenze della Hart Foundation.

Nel backstage la tensione era palpabile, Jim Neidhart e Vader avvertono Bret di avere la massima prudenza sul ring, gli suggeriscono di liberarsi immediatamente dai conteggi dell’arbitro e di evitare prese di sottomissione.

Il pay per view va in onda senza particolari emozioni, la card ruota intorno al ritorno sul ring di Steve Austin, che riconquista il titolo intercontinentale ai danni di Owen Hart, e al push di Kane che sconfigge Mankind; quando viene pronunciato il nome di Hart partono degli inaspettati cori di disapprovazione, era la conferma che in molti non avevano gradito la decisione dell’Hitman.

Si arriva cosi al main event, il primo ad entrare sul ring è Shawn Michaels, il quale riprende prepotentemente il suo ruolo da heel, giunto in prossimità del ring si impossessa di una bandiera canadese, questa viene denigrata in tutti i modi possibili da Hbk, facendo cosi infuriare il pubblico. Inutile dire che Hart viene accolto da un vera e propria ovazione, e come da copione parte la rissa tra i contendenti. Si intuisce subito che qualcosa no va per il verso giusto, per l’arena vi è un massiccio numero di addetti alla sicurezza, assai inusuale per un evento di wrestling, Vince McMahon, Srg. Slaughter e Gerald Brisco seguono da vicino il match, quasi controllino che tutto vada come previsto.

Dopo dodici minuti di incontro Earl Hebner viene colpito da Hart, Michaels atterra il rivale con un colpo agli occhi e lo imprigiona nella Sharp Shooter, siamo al momento cruciale: da bordo ring Mike Chioda, l’arbitro che sarebbe dovuto intervenire in seguito, ordina ad Hebner di alzarsi. Questi esegue, osserva la scena e dopo una manciata di secondi urla al timekeeper di suonare la campana senza che Hart abbia minimamente accennato a cedere; McMahon ribadisce all’addetto l’ordine con uno spintone, e il match termina mentre Hart stava per ribaltare la sottomissione. I confusi istanti che seguirono rimarranno per sempre impressi nella memoria dei fan. Mentre telecamera coglie lo sguardo amaro del canadese, viene annunciato che Shawn Michaels è il nuovo campione WWE, Ross e Lawler al commento si chiedono attoniti cosa sia successo; immediatamente Michaels prende la cintura e scortato da Triple H, Gerald Brisco ed i vari ufficiali, si dirige verso il backstage. Una volta giunti sulla rampa d’entrata Briso ordina al nuovo campione di sollevare in alto la cintura, su questa immagine termina la diretta del pay per view.

Ma a Montreal lo spettacolo continua, McMahon ed i vari dirigenti rientrano dietro le quinte, mentre Earl Hebner lascia  l’arena diretto al suo hotel. Hart sfoga la sua collera sfasciando monitor e telecamere, suo fratello Owen, Davey Boy Smith e Jim Neidhart lo raggiungono cercando di calmarlo, Bret si rivolge  al pubblico e con le dita traccia le iniziali della WCW, prima di rientrare finalmente nel backstage.

Una volta entrato negli spogliatoi, Hitman chiede spiegazioni a Shawn Michaels su quanto accaduto poco prima nel ring; forse per timore di una violenta reazione dell’interlocutore, Hbk mente e nega di essere a conoscenza della beffa ordita ai danni del canadese.

Nel frattempo Mark Callaway (The Undertaker), palesemente indignato per l’accaduto, insiste affinché McMahon vada a scusarsi con Bret. Dopo qualche minuto Vince entra nello spogliatoio di Hart accompagnato da suo figlio Shane, Srg. Slaughter e da Gerald Brisco. La situazione diventa critica quando dopo un acceso litigio tra i due, Bret colpisce Vince con un pugno, procurandogli un occhio nero immediatamente Shane McMahon tenta di reagire ma fortunatamente Davey Boy Smith lo ferma. Bret urla a Vince se subirà anche uno “screwjob” economico,  riferendosi ovviamente al suo stipendio arretrato, e con grande stupore di tutti il suo ormai ex datore di lavoro gli risponde di no prima di andarsene via.

Il seguito

Il giorno successivo la verità sui fatti di Montreal viene definitivamente a galla, sotto le direttive di McMahon la WWE aveva raggirato Bret, il finale di uno dei main event più attesi di sempre era stato orchestrato nei minimi dettagli, in modo da far passare la cintura mondiale nelle mani di Shawn Michaels. Mai in un contesto cosi importante era accaduto nulla del genere, anche Earl Hebner, che era un amico di lunga data dell’Hitman, fece parte del complotto.

Tra i wrestler della federazione regna lo sgomento per quanto fatto da McMahon, alcuni saltano perfino le registrazioni del Raw del 10 novembre (Foley, Smith, Neidhart e Owen Hart), e Vince si trova a gestire un backstage  irato e sfiduciato nei suoi confronti.

Il Nitro del lunedì sera si apre con l’inno canadese, e Bischoff annuncia di pompa magna l’imminente arrivo di Bret Hart; per la WCW quello sarà un grandissimo momento per òa federazione di Atlanta; qualche settimana dopo Rick Rude apparirà contemporaneamente sia a Raw (in differita) che a Nitro, un'altra grande idea di Easy Eric. Oltre a Bret, anche Bulldog e Neidhart lasciano la WWE per la compagnia rivale; della gloriosa Hart Foundation resta a Stamford solo Owen Hart che sarebbe perito in un tragico incidente nel maggio del ’99.

Oggi

Siamo giunti alla fine del nostro racconto, come avrete capito quel giorno venne segnato per sempre il destino del wrestling americano. Tutti sappiamo com’è andata a finire, Vince McMahon sfruttò il suo personaggio heel creatosi a Montreal, e con Steve Austin costruì il feud più osannato dell’era moderna del wrestling, la qualità degli show WWE aumentò sempre di più fino a che Raw riprese la leadership negli ascolti. Nel marzo del 2001 la guerra del lunedì sera ebbe finalmente il suo epilogo con il fallimento della WCW, acquistata proprio da McMahon.

Per una strana beffa del destino, Hart trascorse alla WCW solo due anni tutt’altro che esaltanti per la sua strepitosa carriera, agli inizi del 2000 fu costretto al ritiro a causa un colpo alla testa subito in un match con Goldberg. Hart non perdonerà mai McMahon, e dichiarerà di non voler mai più apparire in uno show WWE. Nonostante ciò, nel 2005 il canadese accettò di contribuire alla realizzazione del DVD dedicato alla sua carriera, e l’anno successivo entrò a far parte della Hall of Fame.

Anche Shawn Michaels subì un grave infortuno, che lo costrinse al temporaneo ritiro nel marzo del ’98. Dopo quattro anni HBK ritornò stabilmente a Raw dove tuttora si esibisce regolarmente.

Nel corso degli anni lo Screwjob di Montreal divenne un vero e proprio classico della WWE, non si contano sulle dita il numero di match terminati in modo “controverso” su imitazione di Survivor Series ‘97, oltre che alle varie storyline costruite su McMahon e Michaels, il primo bravissimo ad interpretare il ruolo del capo arrogante e despota, il secondo nei panni dell’opportunista senza coscienza.

Se oggi Hart e Michaels sono considerate leggende della disciplina si deve anche a ciò che successe a Montreal; una notte indimenticabile per tutto il mondo del wrestling.

Nicholas Caruso