The Red Grin - Capitolo 133

 

Extreme measure…



Orale giovani, vecchi e maturi e ben ritrovati su queste pagine. Come tutti, anche io, almeno una volta all’anno, faccio il compleanno. Quest’anno tutto sommato è stato tutto molto carino, i festeggiamenti, gli auguri, un po’ tutto. Quello che non mi è andato giù, o che forse mi è andato giù anche troppo, è il cibo. Uno fa una fatica boia per cercare di perdere qualche chilo, e ci stavo riuscendo anche, e poi tra torte e quant’altro recuperi nel giro di un paio d’ore, tutti i chili che avevi perso in tre settimane. Che fregatura. Volere è potere diceva un tizio. Vediamo se aveva ragione.

Finito il consueto prologo e ringraziando tutti per gli auguri, passerei a parlare un po’ di wrestling e nel dettaglio dell’ultimo PPV WWE, ovvero di Extreme Rules.

PPV che si è aperto o meglio non aperto con l’incontro tra Triple H e Sheamus. Diciamo che è stato una sorta di antipasto del PPV, cosa che ho gradito parecchio. Ho gradito anche di più il seguito col dialogo tra il duo ShowMiz ed il general manager di Smackdown Teddy Long. Bravissimo sia Show che Long, ma soprattutto in grande spolvero Miz, sempre più capace di rendere interessante quello che fa. Il susseguente match è stato molto veloce e animato, sorretto da un’ottima azione continua. Bella anche la scelta dei tre tag team avversari. Un migliore inizio davvero non si poteva avere. Nulla da eccepire.

Bello anche il secondo match della serata ovvero la sfida tra Rey Mysterio e CM Punk con in palio i capelli di quest’ultimo. Molto ritmato l’incontro, anche se credo che i due possano fare anche meglio. Differentemente a quello che pensavo a vincere è stato poi Punk, che grazie all’aiuto di un nuovo adepto è riuscito ad avere la meglio sul folletto di San Diego. Anche qui nulla da eccepire e fin qui gran bello spettacolo.

Il terzo incontro della serata ha visto contrapporsi gli ex compagni di tag team dei Cryme Tyme. Incontro disputato giusto per riempire la card e del quale nessuno avrebbe sentito la mancanza se non fosse stato parte del PPV. A questo possiamo anche aggiungere la scelta, quanto mai dubbia di far vincere il piccoletto del duo e non quello che probabilmente, anche se ne dubito, ha più possibilità di sfondare.

Ed a proposito di gente che di possibilità di diventare qualcuno ne ha, come nel parlare del match di Jack Swagger? Incontro per il titolo dei pesi massimi che si è tenuto stranamente a metà serata. Sfida, quella con Randy Orton, che a mio avviso ha messo in evidenza determinate cose. Prima tra tutte, che non puoi indire un match a regole estreme e poi quasi non utilizzare nulla di “estremo”. In tutto il match gli unici aggeggi utilizzati sono stati una sedia ed una cintura ed entrambi sono stati adoperati solo una volta. In secondo luogo che l’All American american ha grosse doti ed ha le possibilità di diventare un top wrestler. Ha sostanzialmente dominato la sfida e mostrato doti tecniche notevoli. Terza cosa da mettere in evidenza, la totale incapacità di Orton su di un ring. Non è possibile che un main eventer si limiti a fare il compitino. Sarebbe ora che tornasse in qualche scuola di wrestling ed imparasse qualcosa di nuovo che un backbreaker o una DDT dalle corde. Mi meraviglio della gente che lo tifa. Ha davvero del coraggio.

Grande tifo che ha anche sostenuto il re dei re, Triple H, durante il suo match contro Sheamus ovvero al seguito di quello che avevamo visto ad inizio serata. La sfida di per sé non è stata malaccio, ma molto lontana dall’essere sufficiente. Passi che si è voluta far sembrare meno pesante la sconfitta di the game tramite il giochino delle precarie condizioni fisiche, passi che proprio in considerazione di ciò il ritmo del match è stato un po’ blando, ma qualcuno mi dica che senso ha avere come stipulazione uno street fight match quando poi tutto utilizzi fuorché armi tipiche di una stipulazione come questa. La cosa più logica era far usare ai due le rispettive armi preferite, ovvero il tubo in ferro per l’irlandese e il martello da fabbro per l’americano. Un’arma, il tubo, è stata usata, anche se solo marginalmente, dello sledgehammer nessunissima traccia. Sinceramente la prima cosa che ho pensato vedendo che il triplo aveva dei problemi fisici, è che da lì a poco si sarebbe aiutato col suo fido amico, era la cosa più logica, ed invece del martellaccio nessuna traccia. Giusta, almeno, la scelta di far vincere l’irlandese, anche se trattasi di una vittoria un po’ sminuita dal fatto che l’assassino cerebrale non era in piene forze.

Altro intermezzo della serata, dopo quello dei Cryme Tyme, è stato il match per il titolo di campionessa femminile tra Michelle McCool e Beth Phoenix. Incontro tutto sommato positivo, tanto più visto che ha portato alla vittoria una tra le poche vere e proprie wrestler della federazione.

Penultimo match dello show, lo steel cage che ha visto contrapposti Edge e Chris Jericho. L’incontro è stato strano, è andato a corrente alternata. Ha mostrato cose davvero buone e cose davvero pessime. Non riesco ad esprimere un giudizio definitivo su questa sfida. Mi ha piacevolmente impressionato sotto certi aspetti, ma terribilmente deluso sotto altri. Il risultato credo sia giusto in considerazione di quanto avvenuto a WrestleMania, ma per quanto riguarda il resto credo ci siano state un po’ troppe cose fuori posto in questo match. Jericho che può vincere uscendo dalla porta principale e non lo fa, Y2J tenuto in aria da Edge con una sola mano. Troppe cose storte e stupide che mi hanno lasciato un po’ troppo l’amaro in bocca.

Stesso amaro che mi è rimasto con quello che era il main event del PPV ovvero il last man standing match per il titolo WWE tra il campione John Cena e lo sfidante Batista. Per quanto riguarda l’incontro e per come si è evoluto, sono stato molto contento dello svolgimento e dello sviluppo che questo ha avuto. Finalmente un match dove venivano usati oggetti davvero “estremi”. Sedie, tavoli, scalette in acciaio, che magari non sono proprio innovative, ma che almeno giustificano una stipulazione ed un PPV come questo. La sfida non è stata troppo esaltante, ma di sicuro i due hanno offerto le migliori cose della serata. Quello che mi ha lasciato davvero l’amaro in bocca, forse come a tanti altri, è stato il finale, ovvero il modo attraverso cui Cena ha battuto l’animale. Io l’ho trovato di una stupidità per l’appunto “estrema”, anche in considerazione del fatto che questo modo di chiudere un match non appartiene al personaggio di Cena. Fosse stato Eddie Guerrero a trovare questa soluzione sarei stato io il primo ad applaudire la WWE. Eddie, si sa, era famoso per riuscire a vincere attraverso metodi non molto ortodossi, ma far vincere il leader della Cenation in questa maniera l’ho trovata un’ammissione di inferiorità nei confronti di Batista. Non riesco a vincere in maniera pulita, allora mi invento qualcosa di illecito, di losco, di scorretto, per portare a casa la vittoria. Di certo, non tipico del personaggio di Cena e comunque sia ha fatto perdere di qualità un incontro che tutto sommato si era tenuto su ottimi livelli.

Che dire infine di questo Extreme Rules? Sinceramente sono rimasto alquanto deluso da questo ultimo show targato WWE. So che adesso la federazione di Stamford è fruibile anche ai più piccoli ed in considerazione di ciò la violenza è stata portata al minimo, ma pensavo che almeno durante un PPV come questo si potesse fare qualche strappo alla regola. Invece tutti gli incontri “estremi”, fatta qualche eccezione, sono stati tramutati sostanzialmente in incontri pressoché normali, limitando sia i match che lo spettacolo. A mio avviso se vuoi indire un PPV a tema ed il tema sono le regole “estreme”, allora devi, devi, fare qualche strappo alla regola, altrimenti ti ritrovi davanti un PPV come gli altri, ma imbruttito dalle promesse non mantenute. Forse è ora che la WWE torni uno spettacolo per i più grandi, almeno in PPV, visto che per questi si sborsano bei quattrini.

Have a nice day.

 
by Salvo “red-special”
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