Highlight Of The Site n.9

 

Ritiri, scomparse, ritorni e cambio generazionale

Welcome (back) to the jungle, my friends!

Dopo qualche mese di assenza dalle pagine di wrestlingfoundation, torna l'highlight of the site con un numero di fine anno che spero gradirete; tra un impegno e l'altro, tra una fetta di panettone ed un bicchiere di spumante, ho pensato fosse giusto omaggiare nel limite delle mie possibilità il nostro sito e i successi da questo conseguito per mezzo di questa speciale edizione del mio editoriale, la quale verterà principalmente su un tema che reputo importante: il cambio generazionale ed il modo in cui spesso  fans lo valutano, soprattutto i cosiddetti "internettiani".

Prima però, abbiate pazienza, intendo fare una breve digressione sui pro-wrestlers che si sono ritirati negli ultimi mesi, dunque innanzitutto mi sento quasi in obbligo di citare Lance Storm, del quale non posso negare di essere un grande sostenitore: atleta di spicco in ECW, ottimo mid-carder in WCW, worker di livello in WWE, si è purtroppo ritirato recentemente  continuando rimanere nel settore aprendo una scuola di pro-wrestling; con l'esigenza di doversi dedicare appieno al proprio lavoro vero e proprio, anche Chris Bosh si è ritirato: in forze in diverse indies, ho avuto modo di apprezzarlo soprattutto in Pro Wrestling Guerrilla, dove formava il Team Arrogance con Scott Lost; cause di forza maggiore hanno spinto Konnan ad allontanarsi dai ring di tutto il mondo, sia messicani (Asistencia Asesoria y Administracion), sia statunitensi (Total Non-Stop Action): bisognoso di un trapianto di reni (che se non erro è stato portato a buon fine), il leader degli LAX ha avuto ottime soddisfazioni durante la propria carriera. Infine, Andrew Martin, meglio conosciuto come "Test", ha deciso anch'egli di abbandonare la carriera da pro-wrestler, dopo essere comparso anche su palcoscenici di rilevante importanza.

Ringrazio questi performers e tutti gli altri che hanno lasciato lo sport(-entertainment) che tanto amiamo e a loro auguro un futuro felice. Sento inoltre di dover pronunciare un ulteriroe ringraziamento per le fatiche spese atte ad intrattenere noi fans anche verso tutti i pro-wrestlers che sono scomparsi durante l'ultimo anno per cause più o meno note e tragiche: il mio pensiero è rivolto quindi a Bam Bam Bigelow, Mike Awesome, John Kronus, Chris Benoit (e alla sua famiglia), Brian "Crush"  Adams e anche alle ormai leggendarie Faboloush Moolah e Sensational Sherri.

Ahinoi i decessi ed i ritiri non sono stati pochi, ma fortunatamente i ritorni non hanno tardato a far parlare di sé: i fans della Combat Wrestling devono aver particolarmente gradito il rientro di Nate Hatred, così come gli amanti del puroresu non possono non aver apprezzato il ritorno di Kenta Kobashi (uscito vittorioso dalla più grande battaglia della sua vita, quella contro il cancro); allo stesso modo i fans della World Wrestling Entertainment hanno probabilmente festeggiato in massa le comparse (per ora solo tali, ma il ritorno in pianta stabile può non essere tanto lontano) di Lita, Trish Stratus, Rob Van Dam e l'effettiva "2nd coming" di Chris Jericho.

Ed i sostenitori della Total Non-Stop Action? Proprio da qui voglio far riflettere i miei lettori; ad Orlando hanno recentemente messo piede sull'esagono Booker T, Kevin Nash e Scott Hall: mentre i fans presenti nella Impact Zone hanno sempre continuato a rumoreggiare in favore degli ex WCW-WWE, gli "smartoni da internet" postano in vari forum commenti di disapprovazione verso l'operato del creative team TNA, accusandolo di aver snaturato il prodotto originario della federazione e di aver preferito ingiustamente "i vecchiacci" di cui sopra ai giovani atleti, sicuramente più abili nel saper impressionare il pubblico con manovre che spesso e volentieri hanno dell'incredibile. Siccome in questo momento mi starete leggendo comodamente seduti davanti al vostro pc, sappiate che mi rivolgo a voi, "smartoni da internet" (ed in un certo senso anche a me stesso), quindi fate molta attenzione a ciò che sto per dire! =)

L'NWA TNA è scomparsa, la compagnia dei Jarrett non è più una indy del circuito NWA: è sempre più una major e non può essere diretta se non come tale; in qualità di prodotto main-stream, la TNA deve rispettare delle leggi non scritte che altrimenti la porterebbero al tracollo totale ed una di queste, la prima, consiste nel farsi pubblicità anche e soprattutto con l'utilizzo di grandi nomi, tanto cari e famosi ai wrestling-fans. Dunque col tempo la federazione si è impossessata del probabile tag team per eccellenza degli ultimi anni, i Dudley Boyz. E' stato anche il turno del monster heel per antonomasia della WCW, Scott Steiner, della leggenda Sting e del celebre eroe olimpico Kurt Angle. Come detto sopra il 2007 ha visto la TNA proporre al pubblico il pluricampione Booker T e coloro che forse più hanno condizionato la storia del pro-wrestling: Kevin Nash & Scott Hall. Se avete fatto attenzione gli ultimi nomi sono in grassetto, tanto è vero che stiamo parlando di performers il cui solo nome dovrebbe far chinare il capo in segno di devozione, di conseguenza è irrispettoso nonché assurdo condannare la scelta della TNA di voler sfruttare ancora questi pro-wrestlers.

Ma se è vero che questa scelta è necessaria per iniziare la scalata verso il successo, è altresì vero che la TNA debba far crescere i giovani talenti (perché Big Daddy Cool e soci non esisteranno per sempre), in quella che reputo la seconda legge non scritta per una major e allora quale occasione migliore se non quella di far lavorare assieme veterani, icone e nuovi prospetti?

Ecco dunque che i Motor City Machine Guns guadagnano esperienza, credibilità e quel "qualcosa in più" che altre coppie non potrebbero avere se non lavorassero col il team 3D; distogliendo l'attenzione dalla categoria tag team noto con piacere che Kaz se l'è vista da poco con Kurt Angle e soprattutto che Booker T sta avendo a che fare con quell'animo infuocato di Robert Roode…e a proposito di animi infuocati Samoa Joe continua a mandarle a dire a tutti, Nash & Hall su tutti, "prima donne che fanno i loro porci comodi" (l'ex Razor Ramon è scomparso, ma è per rendere l'idea); che il promo del samoano fatto a Turtning Point fosse uno shoot non ci giurerei (che ci sia stato lo zampino di Russo?), ma in ogni caso ha avuto il suo scopo: ha dato ufficialmente il via al cosiddetto "cambio generazionale".

Non ci sarà da stupirsi se per un po’ di tempo Nash insidierà il titolo che per molti spetta a Joe, o se il team 3D bastonerà Sabin & Shelley o se magari Steiner romperà qualche costola a Williams: presto o tardi il canadian destroyer, i ragazzi di Detroit e la submission machine faranno capitolare i loro antagonisti e quando ciò avverrà nel giusto momento della storyline, quando i tempi saranno maturi, allora i giovani in questione saranno in grado di reggere veramente da soli lo show main-stream, di elevarlo ai livelli di importanza della WWE, perché avranno raggiunto "l'epicità"  necessaria grazie al confronto diretto con mostri sacri del wrestling proprio come Shawn Michaels e Steve Austin e soci si sono fatti valere in piena gloriosa era attitude contrastando rispettivamente Hart e Vince McMahon.  Se poi in questa costruzione del futuro della federazione nascerà anche la figura del leader TNA, come lo è stato Hogan per la WWF e Goldberg per la WCW, bè… tanto meglio, essendo fondamentalmente condizione necessaria per il successo di una federazione di pro-wrestling, nonché terza legge non scritta di una major.

Inutile farvi notare che il discorso è simile per l'attuale WWE: Kennedy, Orton, Jeff Hardy giungeranno a determinati livelli solo dopo aver "workato" e "feudato" in una giusta storyline con chi per anni ha portato avanti la compagnia di Stamford.

Nella speranza che questo mio scritto sia stato gradito e che sia servito a farvi riflettere e, magari,  che vi abbia convinti ad essere più comprensibili verso le scelte dei vari creative team, vi auguro un felice 2008, prospero, ricco di soddisfazioni e povero di dispiaceri.

Alla prossima!  

It's till real to me, dammit!

Tajiri