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The Return Of The Icon

The Return Of The Icon - 115 - Habemus Pope

The Return Of The Icon

“It’s The Moment of Truth, It’s The return of the Icon…It’s Showtime!”

Against All Odds è appena passato agli archivi indirizzandoci sulla strada che nel giro di due mesi ci porterà a Lockdown, il primo grande Pay Per View di questo nuovo corso targato Hulk Hogan. Nuovo corso che, nel giro di poco più di un mese, ha già dato i suoi frutti portando a quello che Dixie e Jarrett chiedevano ormai da un paio d’anni senza successo, ovvero lo spostamento definitivo di iMPACT al lunedì sera in concorrenza diretta con RAW(a partire dalla puntata dell’otto marzo). Ma senza dilungarmi eccessivamente sulla questione Monday Night War II, della quale si è parlato e si parlerà certamente nelle prossime settimane, la notizia sulla quale bisognerebbe soffermarsi è invece la vittoria dell’Eight Card Stud Tournament da parte del “nostro” Pope D’Angelo Dinero che, grazie a questo importantissimo successo, si è guadagnato così il diritto di affrontare il campione del mondo AJ Styles nel Main Event del secondo PPV più importante dell’anno(addirittura il primo se ci dovessimo attenere ai dati relativi alle vendite degli show a pagamento della TNA).

E in tutta sincerità, nonostante il torneo fosse incredibilmente incerto(Foley ed Hernandez esclusi per ovvie ragioni) per quanto riguarda il nome del possibile vincitore, Burke era proprio l’ultimo wrestler che mi sarei aspettato come ipotetico vincitore. Non tanto perché non lo ritenessi pronto per un simile passo, anche perché obbiettivamente le qualità del buon Elijah sono sotto gli occhi di tutti, considerando le sue grandissime doti di intrattenitore e il suo carisma ampiamente sopra la media(oltre ad essere uno dei migliori giovani del panorama americano a livello di Mic Skill). Ma soprattutto a causa del fatto che, rispetto ai vari Abyss, Nigel, Morgan e Anderson, l’ex Leader del New Breed era l’unico a non avere ancora avuto un feud importante contro un Main Eventer; grazie al quale Dixie & soci avrebbero potuto testare il suo reale valore come lottatore prima di mandarlo per il titolo dei pesi massimi in uno degli eventi più importanti della compagnia…tra l’altro in un periodo così importante come quello attuale.

Basti pensare ad esempio al suo ruolo abbastanza marginale ricoperto nel 4 vs 4 di Final Resolution e alla sconfitta abbastanza pesante subita a Genesis contro Desmond Wolfe, dopo la vittoria contro l’inglese arrivata solamente grazie ad un roll-up nella puntata speciale del quattro gennaio. Insomma, non tanto una questione di possedere o no le qualità per meritarsi un posto nel Main Event, ma più che altro un problema di status derivato dal mondo in cui la federazione lo aveva gestito negli ultimi mesi rispetto agli altri “giovani”, come lo stesso Nigel oppure Matt Morgan. Per quanto, la vittoria nel match contro lo stesso AJ di due settimane fa(arrivata anche in quel caso tramite roll-up) sia stata comunque abbastanza indicativa per quanto riguarda la fiducia che la dirigenza nutriva e nutre tutt’ora nei suoi confronti.

Tra l’altro, ragionando a posteriori, in un periodo nel quale la TNA sembra aver deciso di abbandonare la politica del “Cross the Line” in favore di una divisione molto più marcata tra face e heel, la vittoria del torneo da parte di uno dei “cattivi” sarebbe risultata abbastanza strana. E quindi, la scelta del vincitore doveva ricadere per forza di cose su uno dei buoni, ovvero Angle, Abyss, Matt Morgan e per l’appunto Pope. Dato che Mick Foley riesce a malapena a combattere un match…figuriamoci tre; per non parlare poi di Hernandez che non sembra avere proprio le caratteristiche per puntare ai piani alti. Inutile dire che Kurt era al momento l’unico con uno status tale da poter battere il campione senza ridimensionarlo eccessivamente, oltre ad essere anche il solo ad avere dei conti in sospeso con lo stesso Allen, dopo la doppia sconfitta di Genesis e quella arrivata nella puntata post PPV a causa dello Screwjob architettato da Flair per salvare il suo protetto…

Senza poi dimenticare che, la storyline del face che alla fine riesce ad ottenere un’ultima shot per poi conquistare il titolo dopo essere stato fregato più e più volte dall’heel è uno di quei classici che il pubblico non si stanca mai di vedere. Detto questo però bisogna anche dire che un match tra lui e Styles sarebbe stato veramente eccessivo, considerando i tanti incontri fatti dai due nel corso di questi ultimi anni. Mentre, l’ipotesi Abyss sarebbe servita soprattutto in funzione di questa politica del voler proporre ai nuovi fans i migliori match tirati fuori dalla TNA nel biennio 2005/6; arrivando in questo caso a riproporre l’incontro che AJ e Chris avevano disputato proprio nel Main Event della prima edizione di Lockdown. Scelta che dal mio punto di vista sarebbe stata la migliore percorribile, offrendo al pubblico un match di livello certamente alto rilanciando al tempo stesso un personaggio che negli ultimi anni ha raccolto veramente poco in proporzione al suo potenziale e alle sue qualità.

Per quanto riguarda invece Morgan, dopo una prima parte del 2009 vissuta in maniera non troppo esaltante, il Blueprint ha lentamente acquisito una certa sicurezza e un discreto riscontro di pubblico; soprattutto grazie alla rivalità tra lui e Kurt Angle culminata in quel di Bound for Glory con un buonissimo incontro nel quale il buon Matt aveva dimostrato al pubblico di essere uno dei prospetti più promettenti del panorama Major. Push proseguito con la vittoria del feud contro la stable composta dal Team 3D, Rhino & Jesse Neal, alla quale dobbiamo aggiungere poi la conquista delle cinture di coppia insieme ad Hernandez. Uno status certamente di tutto rispetto per poter puntare alla vittoria del torneo e sfidare quindi AJ senza apparire come il classico sfidante di transizione. Anche se, dopo l’ottima rivalità con la Main Event Mafia di qualche mese fa, il suo personaggio sembra aver proprio perso quel particolare appeal che lo aveva portato nel giro di qualche settimana dall’essere uno dei tanti Midcarder non ancora pronto per la scalata ai piani alti, all’apparire come un wrestler finalmente pronto per fare il grande passo.

E proprio in questo contesto si è andato ad inserire il buon Burke che, nonostante non abbia fatto vedere niente di particolarmente esaltante a livello puramente lottato in questi primi mesi in TNA, è diventato una delle star più amate nonostante, come già detto, il poco tempo trascorso alla corte della Carter. Dimostrando di essere a tutti gli effetti quel prospetto molto promettente che avevamo ammirato nella (WW)ECW nel 2007, prima che Vince e soci decidessero di depusharlo e poi licenziarlo a causa di alcune sue dichiarazioni nei confronti della dirigenza e del suo comportamento nel backstage(almeno da quello che si diceva al tempo per giustificare questo suo incredibile depush). Arrivato ad un vero e proprio bivio per la sua carriera...se riuscirà non solo a tirar fuori un bel feud ma anche un match accettabile contro AJ, allora la promozione vera e propria al ruolo di Main Eventer sarà solamente una questione di pochissimi mesi.

Anche se, la sfida tra lui e Styles sarà comunque un bel rischio per Russo & Soci, che non solo rischiano di ritrovarsi con match titolato fin troppo “debole”, sia a livello di hype che dal punto di vista lottato, in uno dei PPV più importanti della loro storia, ma dovranno anche stare molto attenti a non bruciare un giovane promettente come Dinero. Che non dovrà essere certamente proposto in stile “Superman” come hanno fatto invece nel corso del Main Event di domenica scorsa, quando è riuscito a battere Mr. Anderson in finale nonostante l’attacco subito poco prima del match da parte degli Outsiders e il fatto che abbia subito per quasi tutta contesa, per poi trionfare in una maniera molto simile a quella del John Cena dei bei tempi. Finale che volendo ci poteva anche stare per provare a rendere più “epica” la vittoria del Torneo, ma che non deve assolutamente diventare una costante per quanto riguarda il Booking del suo personaggio che, se ben gestito, potrebbe riuscire senza troppi problemi ad imporsi come uno dei prossimi uomini immagine della Total Non-Stop Action...

By Riccardo "Sting the Icon" Melis

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